Fix My Home
I migliori wallbox 2023

guida all'acquisto:

Se anche tu hai deciso di acquistare o noleggiare una macchina elettrica, installare una Wall Box domestica potrebbe rivelarsi una soluzione davvero pratica, effettuare la ricarica dell’auto elettrica a casa, infatti, sta facendo crescere notevolmente la popolarità di questo dispositivo.

Questi sono i migliori wall box del momento:

  • Wallbox Pulsar caricatore per auto elettriche – Fino a 7,4 kW
  • E-Corner Wall-Box Stazione di ricarica – 7.4 kW 32A
  • Wall Box HEIDELBERG – Max 11 kW
  • Green Cell® GC EV PowerBox Stazione di Ricarica Wallbox – 22kW/11kW/7,2kW
  • Scame – 204.WB11E-T2DY Wall Box – 3,7 kW
  • Wall Box BC EV 230 V 32 a 7.5 KW
  • Wallbox Caricabatterie Commander 2 per Veicoli
  • easyWallbox – 2,3 kW o 7,4 kW

Wallbox Pulsar caricatore per auto elettriche – Fino a 7,4 kW

La stazione di ricarica per auto elettriche Wallbox Pulsar è un dispositivo smart a un prezzo davvero competitivo, con il miglior rapporto qualità prezzo, è una delle più compatte in assoluto, con un lato di soli 16 centimetri e il peso di 1 kg; il suo utilizzo è particolarmente semplice e intuitivo, grazie alla luce LED che indica lo stato di carica con degli specifici colori. E’ compatibile con ogni tipo di installazione domestica e con tutte le auto elettriche o ibride con connettore di Tipo 2. Il cavo è integrato e misura 5 m, ovvero quanto basta per poter collegare agevolmente la batteria senza avere a che fare con cavi ingombranti e pesanti.

La potenza massima di carica raggiunge i 7,4 kW in monofase e ben 22 kW in trifase. La corrente può essere configurata da un minimo di 6A fino a un massimo di 32A.

Wallbox Pulsar può essere controllata tramite l’App myWallbox, che consente fra l’altro di programmare le ricariche nelle fasce orarie più convenienti. L’App prevede 3 diversi piani di abbonamento, Basic, Standard e Business, il primo gratuito, gli altri due al costo mensile di 4,50€ e 6,50€ e dedicati agli usi pubblici e commerciali; l’App è tra l’altro compatibile anche con i vari modelli di smartwatch, e può lavorare in sinergia con dei pannelli fotovoltaici.

La Wallbox Pulsar è infine un dispositivo IP54 e IK08, ovvero installabile anche all’esterno grazie alla sua resistenza ad acqua e polvere.

E-Corner Wall-Box Stazione di ricarica – 7.4 kW 32A

Il brand E-Corner è una realtà totalmente italiana che negli ultimi anni ha vissuto una forte espansione nel mercato della ricarica auto elettriche, bici elettriche e monopattini elettrici. L’azienda realizza le sue stazioni di ricarica esclusivamente in Italia e quindi offre prodotti del tutto in linea con le severe normative italiane, quali ad esempio 64-8 e 61-851.

Fra i pregi di questo performante sistema di ricarica vi sono infatti proprio la sicurezza e l’affidabilità, attuate grazie a sistemi quali ad esempio uno shutter copri contatti e un magnetotermico differenziale di Tipo B; è compatibile con tutti i veicoli elettrici con presa di ricarica Tipo 2 e ha una potenza massima in monofase di 7,4 kW, che può essere regolata a partire da 1,25 kW in base alle esigenze. La corrente può raggiungere un massimo di 32A.

L’interfaccia di gestione di E-Corner Wall-Box è davvero semplice e permette di regolare la potenza erogata con la sola pressione di un tasto. In alternativa è possibile controllare il dispositivo tramite la E-Corner App, che consente di usufruire da remoto di varie opzioni, fra le quali la programmazione della ricarica nelle fasce notturne.

Come accessorio opzionale, è disponibile anche un supporto da muro con staffa, che consente di riavvolgere ordinatamente il cavo anziché lasciarlo a terra, con un comodo porta presa laterale che protegge i contatti del cavo tramite un sistema di chiusura ermetica.

Wall Box HEIDELBERG – Max 11 kW

Fra le migliori proposte Made in Germany disponibili sul mercato. Ha infatti buone prestazioni, dimensioni compatte e un design originale e moderno. Si dimostra un sistema ad alte prestazioni dall’uso intuitivo e i tempi di ricarica sono rapidi. Prevede una regolazione della potenza di ricarica a partire da 2,1 kW fino a un massimo di 11 kW ed è compatibile con tutte le auto elettriche e ibride con presa di ricarica di Tipo 2 conforme a IEC 62196-2, il suo cavo di ricarica in dotazione ha una classica lunghezza di 5 m. Uno dei pregi è il rilevamento integrato della corrente di guasto, che consente di ridurre al minimo i costi di installazione, dispone inoltre di una modalità di stand-by, per risparmiare corrente quando il dispositivo non viene utilizzato.

Nell’acquisto di una Wall Box HEIDELBERG è bene prestare attenzione all’omologatura; il dispositivo deve riportare la dicitura Europa, che lo rende adatto anche per l’Italia.Questa affidabile Wall Box può essere tranquillamente installata sia in garage che all’aperto, grazie al solido e resistente alloggiamento metallico e alla classe di protezione, che le consentono di resistere anche alle condizioni meteo più avverse.

Green Cell® GC EV PowerBox Stazione di Ricarica Wallbox – 22kW/11kW/7,2kW

Il Wall Box Green Cell è il modello ideale per gli utenti più esigenti che desiderano una stazione di ricarica per auto elettriche all’avanguardia, a un prezzo vantaggioso.

Una chicca di questo dispositivo è lo schermo LCD, che consente la gestione di tutti i parametri in modo semplice e intuitivo; fra questi, le prestazioni della corrente, la temperatura, il tempo di ricarica e la capacità. Nella parte sottostante è collocato un LED che indica lo stato di funzionamento del caricatore.

Questa Wall Box ha poi prestazioni particolarmente elevate; consente infatti di ricaricare fino a un massimo di 22 kW, il valore più alto possibile per la ricarica di auto elettriche. Ciò consente un notevole risparmio in termini di tempo.

Ha un design piacevole e minimalista e una struttura particolarmente robusta e durevole, Il cavo di ricarica è integrato e ha una lunghezza di 6 m; è compatibile con tutti i connettori di Tipo 2, il kit include inoltre un set completo di viti e perni per il montaggio e una staffa per riporre il cavo a parete. Dal punto di vista della sicurezza, questa Wall Box domestica è molto valida, grazie alla sua avanzata elettronica che consente un costante monitoraggio dei parametri di ricarica dell’auto elettrica e al robusto alloggiamento in alluminio impermeabile IP66. Il dispositivo è inoltre in grado di eseguire una diagnosi automatica rilevando eventuali irregolarità di rete e può essere utilizzato davvero in tutte le condizioni atmosferiche, da – 40° C fino a 55°

Scame – 204.WB11E-T2DY Wall Box – 3,7 kW

Questa Wall Box è un prodotto Made in Italy, realizzato dalla Scame, specializzata nella produzione di sistemi per impianti elettrici in ambito sia civile, che terziario e industriale, pioniera nel campo delle stazioni di ricarica per macchine elettriche, per le quali rappresenta un vero punto di riferimento, è dotata di un pratico display LCD per tenere sotto controllo i consumi ed è molto adatta alle aree esterne.

La stazione di ricarica può raggiungere una potenza di 3,7 kW ed è compatibile con i veicoli con prese di Tipo 2. Standard di sicurezza elevati, grazie alla presenza di uno shutter di sicurezza conforme alla normativa IEC/EN 62196-2. Fra le sue funzioni smart particolarmente apprezzabile è quella di Power Management, che consente di modulare la corrente da utilizzare per la ricarica dell’auto elettrica sulla base dei consumi in corso nell’abitazione. In questo modo l’erogazione di corrente elettrica si adatta a quella degli elettrodomestici in funzione, per evitare che il contatore possa scattare con conseguenti blackout; Elimina quindi la necessità di ricorrere a un aumento della potenza della fornitura elettrica prevista da contratto per l’abitazione; ha un’elevata resistenza ai raggi UVA, alla polvere e all’acqua, in conformità con lo standard IP54. Anche in questo caso chi non disponesse di un garage o di un posto auto coperto potrebbe installarla senza temere di incorrere in malfunzionamenti e guasti.

Wall Box BC EV 230 V 32 a 7.5 KW

Questa Wall Box a buon prezzo ha una potenza massima di carica che raggiunge i 7,4 kW in monofase e una corrente in uscita che può essere configurata fino a un massimo di 32A.

È caratterizzata da un design piacevole e moderno con un ingombro di 30 x 20 x 8 cm, un display LCD per il controllo delle funzioni e un LED che dà un’indicazione molto intuitiva delle condizioni di funzionamento; la confezione include due cavi di ricarica integrati, compatibili con vetture elettriche e ibride. La Wall Box è dotata inoltre di tutte le tipologie di misure di protezione, ovvero una protezione da sovracorrente, una protezione da cortocircuito, una protezione da sovratensione e da Lightning.

È adatta anche in questo all’installazione in ambienti esterni; essendo conforme agli standard SAE J1772 e IEC 62196 – 2; presenta una buona resistenza agli agenti atmosferici. In linea generale offre buone prestazioni e un interessante rapporto qualità prezzo.

Wallbox Caricabatterie Commander 2 per Veicoli

Un dispositivo molto avanzato e compatto è il Commander 2 proposto dall’azienda Wallbox. Con soli 11.5 x 22.1 x 15.2 cm, questa Wall Box è un concentrato di potenza e tecnologia.

La sua capacità di ricarica può infatti essere regolata fino al massimo livello, 22 kW, e questa piccola e funzionale stazione di ricarica dispone di uno schermo touchscreen da 7 pollici che consente di controllare e programmare ogni ricarica nelle fasce orarie più vantaggiose; è inoltre possibile visualizzare tutte le statistiche in tempo reale e gestire molte altre opzioni utili.

Commander 2 è anche dotato di connettività Bluetooth, Ethernet, 4G e Wi-Fi e include un lettore schede RFID. Uno degli aspetti che ne facilitano la gestione è poi il fatto che più utenti abbiano la possibilità di accedervi, servendosi di una password, di una scherda RFID o dell’app myWallbox.

Proprio l’app è un altro punto di forza di questo dispositivo; consente in modo davvero semplice e funzionale di controllare anche più utenti e caricatori, di accedere alle varie soluzioni dedicate per la gestione dell’energia, di utilizzare il sistema di pagamento integrato e varie altre funzioni utili.

Grazie alla funzione Power Boost è possibile utilizzare il pieno potenziale della stazione di ricarica senza correre il rischio di blackout o costi inaspettati in bolletta; è infatti possibile misurare in tempo reale i consumi energetici e regolare la ricarica in modo adeguato alla capacità della rete elettrica. E’compatibile con tutte le auto elettriche ed ibride plug-in con connettore Tipo 2, ma è disponibile anche con una varietà di cavi che ne consentono non solo l’utilizzo domestico, ma anche in parcheggi pubblici.

Anche questo dispositivo dispone della certificazione di protezione IP54, che lo rende resistenze ad acqua e polvere e quindi adatto agli esterni. Il prezzo è piuttosto importante, ma l’investimento in termini di prestazioni e funzionalità vale sicuramente la spesa.

easyWallbox – 2,3 kW o 7,4 kW

Per chi è alla ricerca di una soluzione particolarmente easy, come il nome stesso, la stazione di ricarica easyWallbox potrebbe essere la scelta ideale.

Una particolarità di questa Wall Box consiste infatti nella possibilità di essere utilizzata anche senza alcuna installazione, semplicemente collegandola a una qualunque presa Schuko e iniziando a caricare l’auto elettrica o ibrida. In questa modalità il dispositivo è in grado di erogare una potenza massima di 2,3 kW, ma in alternativa è possibile optare per un’installazione da parte di un tecnico specializzato e incrementare così la potenza fino a 7,4 kW in monofase, con una corrente massima di 32A.

Optando quindi per la prima possibilità, al suo prezzo abbastanza conveniente non occorrerà aggiungere alcun costo per la manodopera di installazione.

Questa proposta arriva dal giovane brand Free2Move eSolutions, che nasce nel 2021 con l’intento di semplificare la transizione alla mobilità elettrica con soluzioni pratiche dedicate sia a privati che aziende.

È dotata di un cavo integrato da 3 metri con connettore di Tipo 2 e di un sensore adibito al controllo automatico della potenza della ricarica; grazie a quest’ultimo il dispositivo è in grado di modulare in modo automatico la quantità di corrente impiegata per la ricarica tenendo conto dei consumi domestici. Di conseguenza, quando vengono utilizzati elettrodomestici o altri dispositivi elettronici la potenza verrà regolata in modo da non incorrere in salti di corrente. Il sensore necessità però dell’intervento di un tecnico installatore qualificato, che si occupi della sua corretta predisposizione e del suo collegamento.

Il sistema è dotato anche di connettività Bluetooth, che consente di controllare e monitorare ogni sessione di ricarica utilizzando la semplice app Free2Charge. Una volta scaricata e associata alla Wall Box, l’app si occupa infatti di monitorare prestazioni e consumi; consente anche di programmare una partenza ritardata rispetto alla connessione dell’auto elettrica, in modo che il veicolo cominci a ricaricarsi nelle fasce orarie più convenienti in termini di risparmio economico in bolletta.

Questa soluzione è ideale per chi fosse alla ricerca di un sistema semplice ma dalle buone prestazioni.

Wall Box: cos’è, a cosa serve e come funziona

Una Wall Box è un sistema di ricarica per vetture elettriche concepito per l’appunto per ricaricare le batterie per auto elettriche nella propria abitazione. Come il nome stesso lascia intuire, questi dispositivi vengono installati a parete e sono quindi molto più pratici e compatti rispetto alle classiche colonnine elettriche.

Installando una Wall Box è possibile convertire una qualunque presa elettrica in una centrale di ricarica per auto elettriche, ricalibrando la potenza in modo da renderla adeguata per la ricarica della batteria della macchina elettrica. Questo dispositivo consente comunque anche la ricarica di altri veicoli a emissioni zero, come bici elettriche e monopattini elettrici.

Una Wall Box domestica viene generalmente installata in garage o su una parete in prossimità del posto auto. Rispetta dei rigorosi parametri di sicurezza, che vengono stabiliti sulla base delle normative CEI EN 61851-1. La legislazione italiana prevede ad esempio l’utilizzo di prese normate fino a 16A con collegamento a corrente alternata dell’auto elettrica, e le Wall Box devono rispettare questo requisito.

Il sistema smart delle Wall Box è dotato di funzioni di controllo che impediscono che l’impianto elettrico si sovraccarichi, regolando correttamente sia la potenza dell’impianto dell’abitazione che dell’auto elettrica da ricaricare.

Esistono diverse tipologie di Wall Box, progettate per funzionare con impianti monofase e trifase, in modo da adattarsi a qualunque categoria di sistema elettrico domestico. In ogni caso, il suo utilizzo è davvero semplice; è sufficiente infatti servirsi del cavo in dotazione per collegare e ricaricare la batteria dell’auto elettrica.

Grazie all’utilizzo di questo dispositivo, è possibile eseguire la ricarica dell’auto elettrica a casa molto più rapidamente che utilizzando una normale presa di corrente. Un altro vantaggio significativo che deriva dall’installazione di una Wall Box è non solo l’evidente comodità, ma anche il risparmio in termini economici sulla bolletta, in quanto avere un sistema di ricarica per auto elettrica sempre disponibile consente di programmare le ricariche nelle migliori fasce orarie per ottimizzare i consumi. In aggiunta a tutto questo, sono previsti bonus fiscali e detrazioni piuttosto importanti per chi decide di installare stazioni di ricarica per auto elettriche Wall Box.

Come si sceglie una buona wallbox?

Potenza e tempi di ricarica

I tempi di ricarica di un’auto elettrica con una Wall Box sono legati sia alla potenza del dispositivo stesso che a quella della batteria dell’auto.

Le Wall Box disponibili sul mercato hanno differenti potenze, fissate a 3,7kW, 7,4kW e 22kW. Le prime due tipologie sono adatte agli impianti in monofase, mentre la versione da 22kW per le configurazioni trifase.

Per scegliere fra le migliori Wall Box il modello più adatto alla propria auto e ottimizzare quindi i tempi di ricarica, occorre quindi prestare attenzione alla potenza massima alla quale la vettura può essere ricaricata. Ciascun veicolo elettrico ha infatti un diverso sistema per la regolazione dell’assorbimento dell’energia elettrica, con lo scopo di preservare le batterie ed evitare surriscaldamenti.

Di conseguenza la scelta giusta non è necessariamente acquistare la Wall Box più potente, ma la più adatta all’auto; con un caricatore dell’auto potente, poi, la stazione di ricarica avrà la possibilità di sfruttare appieno le sue potenzialità.

È bene inoltre verificare anche la potenza della propria rete elettrica domestica. Questa informazione può essere estrapolata dal contratto elettrico; nel caso ad esempio quest’ultimo preveda l’erogazione di una potenza massima di 4,5 kW, la soluzione ideale potrebbe essere una Wall Box da 3,7 kW, da utilizzare durante la notte per la ricarica, non in contemporanea con elettrodomestici o altri dispositivi elettronici. Altrimenti si potrebbe valutare un possibile incremento di potenza del contatore.

Per quanto riguarda in generale i tempi di ricarica, è bene tenere conto del fatto che la batteria delle auto elettriche ha un assorbimento non omogeneo, che rallenta al raggiungimento dell’80% di carica. Potrebbe quindi essere utile mantenere il livello di carica sempre entro l’80% per ridurre le tempistiche.

In linea generale, una Wall Box da 3kW impiega all’incirca da 8 a 10 ore per raggiungere una carica dell’80%, mentre i tempi di ricarica si riducono sensibilmente con una stazione da 6kW, che necessita solo di 4 ore.

Sono quindi disponibili diversi modelli di Wall Box adatti a tutte le tipologie di sistema elettrico. Fra questi, alcuni offrono anche la funzione Dual, che permette di ricaricare due veicoli allo stesso tempo; molti dispongono di varie utili funzioni smart, che consentono ad esempio di tenere sotto controllo le prestazioni dell’impianto elettrico e lo stato della ricarica.

Tipologia di connettori

Per servirsi di una stazione di ricarica per auto elettrica, è fondamentale dotarsi dei giusti connettori; la presa elettrica della Wall Box deve in pratica corrispondere a quella del veicolo, il che richiede un cavo con le corrette spine elettriche alle sue estremità.

Le spine elettriche si suddividono in quattro tipologie, delle quali due per corrente alternata (CA), adatte per la ricarica fino a 43 kW, e due per corrente continua (CC), fino a 350 kW.

Le spine per corrente alternata sono quelle di Tipo 1 e Tipo 2.

  • Il Tipo 1 è una spina monofase standard per auto elettriche americane e asiatiche, con una velocità massima fino a 7,4 kW.
  • Il Tipo 2 è invece una spina a tripla fase con tre fili, che consente quindi una ricarica più rapida, fino a 22 kW. I caricatori a corrente alternata di questa tipologia rappresentano lo standard europeo, tant’è vero che sono utilizzati dalla maggior parte delle stazioni di ricarica.

Le spine per la ricarica con corrente continua sono invece la CSS e la CHAdeMO.

  • La CSS è un upgrade della spina Tipo 2, che consente una ricarica ancora più rapida grazie all’aggiunta di altri due contatti di alimentazione. Può essere utilizzata sia per ricarica CA che CC e raggiunge la velocità massima di 350 kW.
  • La CHAdeMO è invece un sistema giapponese di ricarica rapida per ricarica bidirezionale, compatibile con le automobili elettriche asiatiche, e consente una velocità di ricarica fino a 100 kW.

Lunghezza del cavo

Per quanto riguarda la lunghezza del cavo da acquistare per la ricarica della propria auto elettrica, il minimo per poter collegare agevolmente il veicolo indipendentemente dalla posizione della Wall Box dovrebbe essere di 5 metri.

Alcuni cavi trifase potrebbero risultare particolarmente lunghi, raggiungendo anche i 10 metri, e questa circostanza potrebbe creare una certa scomodità e pesantezza che non faciliterebbe l’utilizzo.

Esistono poi in commercio anche cavi più lunghi o realizzati su misura, ma grazie alla praticità e all’ingombro molto contenuto dei Wall Box, generalmente è possibile installarli a muro nelle immediate prossimità del posto auto senza che si rendano necessari simili accorgimenti.

In ogni caso, al di là della lunghezza del cavo, è buona norma acquistare sempre soltanto cavi accompagnati da garanzia europea; naturalmente, nel caso in cui la Wall Box non disponga già di un cavo integrato.

Installazione interno ed esterno

In genere una Wall Box viene installata in un garage, ma può essere installata anche all’esterno, ad esempio in giardino o in un parcheggio condominiale. Nel secondo caso, è particolarmente importante che il dispositivo sia resistente alle intemperie, alle basse temperature e ai raggi UV.

L’installazione della Wall Box richiede l’intervento di un tecnico competente e certificato. Non è assolutamente consigliato tentare il montaggio fai da te, in quanto questo potrebbe causare un’installazione scorretta e non conforme alle normative. Anche la garanzia potrebbe essere invalidata.

Un tecnico specializzato si occuperà invece di tutti gli step necessari per il funzionamento della Wall Box, incluso il cablaggio, il collegamento all’impianto elettrico dell’abitazione, il fissaggio del dispositivo e tutte le verifiche del caso. Il procedimento richiederà in totale da un’ora fino a cinque in base alle circostanze.

Per cominciare il tecnico andrà a individuare la posizione più funzionale per l’installazione del dispositivo; poi procederà a effettuare dei test diagnostici dell’impianto elettrico. A questo punto collegherà la Wall Box al quadro elettrico e lo fisserà nella posizione stabilita, concludendo il lavoro con un test per verificarne il corretto funzionamento.

Le procedure legate all’installazione di una Wall Box, comunque, variano in base al fatto che si disponga di un’area privata, oppure che si desideri montare la stazione di ricarica per auto elettriche in un’area comune all’interno di un condominio.

Chi vive in un’abitazione indipendente oppure in un condomino nel quale possiede un garage, un box o un posto auto personale, non si troverà ad affrontare particolari difficoltà.
In ambito condominiale, qualora fosse necessario collegarsi alla linea elettrica comune occorrerà rivolgersi all’amministratore; lui consulterà un tecnico per installare un contatore per la misurazione dei consumi e stabilire una nuova quota per le spese condominiali dell’inquilino in questione.

Nel caso fosse invece possibile installare un contatore a parte per i propri consumi, sarà sufficiente inviare all’amministratore una comunicazione scritta e poi procedere senza attendere alcuna autorizzazione.

Se la Wall Box dovesse essere installata in un’area comune, occorrerebbe inviare all’amministratore una domanda che includa un progetto e ricevere la maggioranza dei voti dell’assemblea condominiale. In mancanza dell’assenso, sarà comunque possibile installare il dispositivo, ma a proprie spese e senza danneggiare l’area comune né alterare sicurezza e decoro della struttura.

Se invece la Wall Box fosse voluta da tutto il condominio, tutti dovrebbero contribuire alle spese, fatta eccezione per qualche condominio che non desiderasse servirsene.

Costo

In linea generale per una Wall Box il costo potrebbe andare in media dai 500 ai 2.000€. Esistono infatti diversi modelli di stazione di ricarica per auto elettrica di questa tipologia, dai più economici, composti semplicemente da una scatola portafusibili dotata di un cavo, ai più performanti, con sistemi di controllo dei consumi e varie altre opzioni, magari anche per la gestione via app.

Al costo per l’acquisto va aggiunta la tariffa dell’energia elettrica in base al gestore utilizzato, con consumi naturalmente più importanti rispetto a quelli di una normale presa elettrica domestica.

In certi casi, comunque, il dispositivo potrebbe anche essere offerto a prezzi particolarmente vantaggiosi o addirittura omaggiato con l’acquisto di un auto elettrica.

Analizzando degli specifici prezzi in base a modello e fornitore, alcune fra le tipologie di Wall Box più economiche risultano la Fiat Easy Wallbox e la Jeep Easy Wallbox con potenza fino a 7,4 kW, accompagnate da Skoda iV Charger e Volkswagen ID Charger, con potenza fino a 11kW, tutte con un costo a partire da 399€.

Seguono il Seat/Cupra Charger da 499€, il Tesla Wall Connector da 530€ con potenza massima finoa 22 kW e l’E-Station da 580€.

Il prezzo sale, a partire da 700€ cavi esclusi, per la BMW Wallbox Plus e la Mini Wallbox Plus, entrambe da 22 kW.

Per l’acquisto di una Wall Box Audi (Enel X JuiceBox) il prezzo parte poi da 854€ per 22 kW, con a seguire 879€ per una Smart Wallbox da 3,7 kW e 940€ per una Repower BITTA da 22 kW.

Dai 1000€ in su sono i costi per le stazioni di ricarica Mennekes, Enel X JuiceBox, Mercedes Wallbox e Volvo Wallbox, rispettivamente a partire da 1000€, 1200€, 1235€ e 1380€.

A questi costi va aggiunta la manodopera per l’installazione da parte di un tecnico, che in genere potrebbe partire da circa 700€ e variare in base alle circostanze di installazione.

Come liberarsi dalla gramigna infestante

Tra le varie piante infestanti spontanee che possono invadere l’orto, il frutteto o il prato, la gramigna è certamente una delle più invasive e tenaci. Per questo al suo nome è stata data dai contadini un’accezione negativa e viene spesso definita “erbaccia”. In realtà come tutte le piante non è un’erba cattiva in sé e come vedremo ha caratteristiche che possono risultare positive, tuttavia con la sua capacità di diffusione può diventare un problema. La si trova praticamente in tutte le aree temperate, subtropicali e tropicali del mondo.

Scopriamo perché è difficile controllare la gramigna o estirparla definitivamente, con i suoi stoloni e i suoi rizomi, e vediamo come ridurne la presenza in modo sempre più efficace, senza utilizzare erbicidi.

La pianta di gramigna

Per contrastare la gramigna in modo efficace è utile comprendere le caratteristiche di quest’erba infestante e il suo metodo di diffusione. Essa è una graminacea perenne che produce degli stoloni, ovvero degli steli striscianti lungo il suolo, e dei rizomi con i quali si riproduce per via agamica, ovvero senza passare via seme.

Il culmo durante l’estate emette un’infiorescenza composta da 4 a 6 esili spighe disposte come le dita di una mano, e dai fiori fecondati contenuti nell’infiorescenza si formano delle piccole cariossidi, ovvero i semi. I semi vitali sono pochi e germinano in condizioni di elevata temperatura, ma per la gramigna questo non è un problema, dato che si riproduce per via vegetativa tramite i rizomi.

Le piante adulte si espandono facilmente sul terreno formando dei grovigli molto estesi di rizomi e superficialmente formano anche grovigli di stoloni, con una forza vegetativa molto vigorosa.

La gramigna ama le temperature miti e calde, mentre non tollera le gelate invernali che scendono al di sotto dei -2°C. Si trova in tutti i tipi di suolo, ma predilige colonizzare quelli non molto ricchi di sostanza organica e poco lavorati, inoltre, è molto resistente alla siccità.

La gramigna può essere molto presente nei prati spontanei e colonizzare gli inerbimenti programmati, come quelli di un frutteto, ma a volte può dare problemi anche nell’orto.

La falsa gramigna

Una specie simile è Agropyron repens, che in realtà è la falsa gramigna, si tratta di un’altra graminacea perenne e rizomatosa, la quale si differenzia dalla vera gramigna per la spiga, che è più simile a quella del loietto, e perché ha minori esigenze termiche e di sole.

Contrastare la gramigna nell’orto

Per eliminare o almeno ridurre la gramigna nell’orto possiamo agire su vari fronti:

  • Mantenere il terreno sempre coltivato, perché i lavori di coltivazione disturbano lo sviluppo della gramigna. Capita infatti di lasciare delle parti di orto temporaneamente abbandonate per mancanza di tempo o perché si pensa che magari sia utile lasciarle a riposo, se vogliamo contrastare erbe infestanti come la gramigna invece è meglio provare a curare sempre anche queste zone, magari ricorrendo a trucchi salva tempo come pacciamatura e irrigazione a goccia.
  • Lavorazioni profonde del suolo. Nel caso di terreni molto infestanti da gramigna, una vangatura può essere utile per tirare fuori tutti i rizomi ed eliminarli il più possibile, al fine di estirpare la gramigna.
  • Eliminazione manuale dei rizomi. Ogni volta che, lavorando il terreno, emergono i rizomi e gli stoloni, raccoglierli pazientemente, mettendoli a seccare per un certo tempo al sole prima di buttarli nel cumulo di compostaggio. Le lavorazioni del suolo, purtroppo, hanno l’effetto di spezzettare rizomi e stoloni, favorendo la riproduzione di questa pianta. Per questo raccogliere tutte le parti che emergono con il tempo aiuta a ridurne la pressione.
  • Teli neri. Una sezione di orto invasa da gramigna può essere temporaneamente coperta da teli neri fissati in modo che stiano ben aderenti al suolo. Con questa tecnica le infestanti ne saranno soffocate. Scoprendo dopo qualche mese la superficie trattata in questo modo, dovrebbe essere più facile eliminare quello che resta di queste piante.
  • Sovesci ad effetto rinettante. Alcune aiuole dell’orto possono essere gestite con un sovescio di essenze miste seminate molto fitte, in modo tale da togliere spazio allo sviluppo delle piante spontanee come la gramigna.

Aspetti positivi della gramigna

La gramigna non è da considerarsi solo ed esclusivamente un’erbaccia.

I rizomi, infatti, possono essere utilizzati per la preparazione di tisane ad effetto diuretico e ipotensivo, e quindi trovano utilizzo nella fitoterapia. Il momento migliore per raccoglierla a questo scopo è l’autunno, quando il rizoma ha l’accumulo massimo di sostanze nutritive, e la si può utilizzare fresca o essiccata.

Inoltre, con la gramigna si possono costituire dei tappeti erbosi che diventano molto fitti e che richiedono pochi interventi irrigui rispetto a prati composti da altre essenze.

Confronto tra i 4 migliori modelli di batterie di accumulo per il fotovoltaico. LG, Tesla, Huawei e Varta.

Ad oggi, i proprietari degli impianti fotovoltaici privi di accumulo sono costretti a cedere l'energia prodotta in eccesso dai pannelli alla rete pubblica, mentre, di notte, devono attingere dalla stessa rete. Un'assurdità! Viceversa, grazie agli accumulatori, stoccando l'energia prodotta durante il giorno, è possibile addirittura avvicinarsi all'autonomia energetica.

Partiamo dagli elementi e dalle caratteristiche su cui basare la scelta, le batterie prese in esame sono:

Vediamo quali caratteristiche dovrai confrontare prima di acquistare il miglior prodotto.

Capacità (kWh): quantità di energia che riesce a stoccare la batteria. Da scegliere in base ai consumi e con il supporto di un professionista. In prima battuta, potresti calcolarla moltiplicando le potenze degli elettrodomestici per le ore di utilizzo giornaliere. Ad esempio, la lavastoviglie consuma: 250 watt per 2 ore al giorno = 500 Wh = 0,5 kWh. A questo valore, andrà sommato il consumo del frigo, lavatrice, TV ecc.

Potenza (kW): in pratica indica la velocità con cui la batteria riesce ad immagazzinare l'energia.

Efficienza di carica e scarica (%): rapporto tra l’energia scaricata e l’energia spesa per riportare il sistema di accumulo nello stato di carica iniziale. Nell'accumulare l’energia, si verificano delle perdite. Più è efficiente il sistema e meno perdite di energia avverranno.

Profondità di scarica (%): quantità di energia accumulata che viene utilizzata ogni ciclo;

Altezza massima sul livello del mare (metri s.l.m) e condizioni di funzionamento: se vivi in luoghi estremi, questi valori hanno un'importanza vitale. Ad esempio, se vivi in alta montagna, chiedi garanzie circa il funzionamento della batteria in clima rigido.

Modularità: conviene scegliere sistemi espandibili, specialmente qualora immagini di incrementare i consumi con il tempo.

Garanzia: in generale, la maggior parte dei produttori fornisce una garanzia di 10 anni. Acquistando batterie economiche, gli anni di garanzia calano. Questo valore è indice di qualità!

Durata: è misurata in numeri di cicli di carica e scarica nell’arco della vita utile della batteria. In generale, una batteria arriva fino a 15 anni di vita.

Prezzo: i costi chiavi in mano, per le batterie al litio, variano tra 900 e 1.600 € al kWh;

Adesso che conosci i fattori su cui basare la scelta, partiamo con il primo candidato:

LG CHEM RESU (3.3, 6.5, 10)

RESU è il sistema di accumulo energetico residenziale al litio di LG CHEM. La tecnologia di LG Chem’s L&S (laminazione e impilaggio) fornisce resistenza e assicura una capacità del 80% dopo 10 anni di utilizzo. Caratteristiche:

  • monofase;
  • capacità: da 3,3; 6,59,8 kWh; fino a 2 unità di batteria espandibili (si possono collegare tra loro RESU 3.3/6.5/10 a piacimento);
  • profondità di scarica: 95%;
  • potenza da 3kW a 5kW;
  • dimensioni e peso A x L x P (452 mm x 400- 626 mm x 120-227 mm). Da 31 a 99 kg;
  • installazione a parete o a pavimento, in ambienti interni ed esterni;
  • temperatura di funzionamento: tra 0°C e 40°C (raccomandata tra 15° e 30°);
  • conformità IP55;
  • certificati: UL1973 / TUV (IEC 62619) / CE / FCC / RCM;
  • efficienza: 95%;
  • garanzia: 10 anni; cicli di vita: 6.000;
  • prezzo fornitura: 3.700 €(3.3 kWh);5.000 € (6.5 kWh); 7.000 € (10 kWh);

Colpisce l'efficienza e il basso prezzo! I cicli di vita sono più bassi degli altri!

TESLA Powerwall

La Powerwall di Tesla è un gioiellino. Esalta la profondità di scarica, le temperature di funzionamento e la compattezza (considerata la capacità). Purtroppo non sono previste piccole taglie e l'efficienza è relativamente bassa. MIGLIOR PREZZO AL KWH!
  • Monofase;
  • Capacità: 13,5 kWh; espandibilità fino a 10 Powerwall (135 kwh);
  • profondità di scarica: 100%;
  • Potenza 7kW di picco / 5kW effettiva continua massima;
  • Dimensioni e peso A x L x P (1150 mm x 753 mm x 147 mm) 114 kg;
  • Installazione a pavimento o a muro; interno o esterno;
  • Temperatura di funzionamento: tra -20°C e 50°C;
  • conformità IP67;
  • Certificati: conforme agli standard di sicurezza internazionali EMI;
  • Efficienza: 90%;
  • Garanzia: 10 anni o 10.000 cicli di vita;
  • Livello di rumorosità ad 1 m: minore di 40 db;
  • prezzo fornitura: 9.000 €;

Inoltre, tramite l'APP è possibile monitorare la produzione e i consumi di energia dell'abitazione in tempo reale e impostare le preferenze per ottimizzare a gestione dell'accumulo. Adoro il design!

HUAWEI LUNA 2000

Huawei scende in campo con la batteria al litio modulare LUNA 2000 5 / 10 / 15. Ogni modulo ha una capacità di 5 kWh e si possono impilare fino a 3 moduli. I punti di forza: la profondità di carica, le temperature di funzionamento e la rumorosità. Efficienza: non pervenuta!

  • monofase;
  • capacità: 5kWh, 10 kWh e 15 kWh; in parallelo fino a 2 sistemi per un totale di 30 kWh;
  • profondità di scarica: 100%;
  • potenza da2,5 a 5 kW di picco;
  • dimensioni e peso A x L x P (670 mm x 150 mm x 600-960-1320 mm) da 63 a 163 kg;
  • installazione: a pavimento o a muro;
  • temperatura di funzionamento: tra -10°C e + 55°C;
  • conformità IP65;
  • Certificati: CE, RCM, CEC, VDE2510-50, IEC62619, IEC 60730, UN38.3;
  • efficienza: n.d.;
  • garanzia: 10 anni; numero di cicli: 10.000;
  • Livello di rumorosità: minore di 29 db;
  • prezzo fornitura: 5.500 €(5 kWh) ; 9.500 €(10 kWh); 13.300 €(15 kWh).

A differenza di Tesla, la batteria viene collegata all'impianto prima dell'inverter, in corrente continua. Questo comporta un miglioramento dell'efficienza, non dovendo convertire due volte AC-DC-AC.
Di contro, la potenza in uscita è pari a quella dell'inverter, quindi, nel caso di inverter da 6kW, se l'impianto fotovoltaico producesse 5kW, mentre l'abitazione ne richiedesse 8 (esempio forno + phon+ PdC + EV in carica), la batteria erogherebbe solo 1 kw per raggiungere i 6 kw dell'inverter, attingendo i restanti 2 kW dalla rete pubblica. Viceversa, la Tesla viene collegata lato corrente alternata, a valle dell'inverter, quindi la potenza di erogazione si somma a quella dell'inverter. Avrai meno efficienza, ma potrai attingere meno dalla rete!

VARTA Pulse 3- 6

Concludiamo con Varta, che offre il prezzo più vantaggioso, mantenendo un'ottima qualità. Ottima espandibilità, ma efficienza relativamente bassa.

  • monofase;
  • capacità: da 3,3 a 6,5 kWh; espandibili al bisogno fino a 5 unità;
  • profondità di scarica: 90%;
  • potenza 1,6 kW A 2,5 kW nominale in scarica;
  • dimensioni e peso A x L x P (600 mm x 690 mm x 186 mm) 45 - 65 kg;
  • installazione: a parete;
  • Temperatura di funzionamento: tra + 5°C e 30°C;
  • conformità: IP22;
  • efficienza:  90%;
  • garanzia: 10 anni o 10.000 cicli;
  • altezza massima: 2000 m s.l.m.;
  • prezzo fornitura: 3.500 €(3,3 kWh) ; 4.600 €(6.5 kWh); 6.300 €(10 kWh);
Pompa di calore: cos’è e come funziona?

La sostenibilità ambientale e la necessità di sfruttare fonti di energia alternative ai combustibili fossili è sempre più sentita e condivisa. Le pompe di calore sono una valida soluzione: consentono infatti non solo di utilizzare energie rinnovabili e rispettare l’ambiente ma anche di godere di benefici economici e di un considerevole risparmio in bolletta.

Cos'è una pompa di calore?

Una pompa di calore è una tecnologia innovativa ed eco-friendly che utilizza l’energia termica proveniente da fonti rinnovabili esterne come l’aria, l’acqua e il sottosuolo, per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria, rendendo confortevole l’ambiente domestico. In questo modo è possibile produrre calore senza utilizzare combustibili fossili, sfruttando fonti di energia totalmente rinnovabili e gratuite.

Quali tipi di pompe di calore esistono?

Esistono differenti tipologie di pompe di calore che si differenziano tra loro per la fonte di energia utilizzata. È possibile distinguere tra:

Riassumiamo in questa tabella le differenze tra i diversi modelli per poter meglio comprendere:

Pompa di calore aria-acquaPrincipio:

Trasferisce l’energia termica tra l’aria esterna e l’acqua dell’impianto per riscaldare, raffrescare o produrre acqua calda sanitaria

Vantaggi

● un’unica soluzione per il comfort domestico
● possibilità di funzionamento combinato con caldaie e sistemi solari

Pompa di calore aria-aria - Principio

Trasferisce l’energia termica tra l’aria esterna e l’aria interna per riscaldare o raffrescare

Vantaggi

● massimo comfort e clima ideale tutto l’anno

Pompa di calore acqua-acquaPrincipio

Trasferisce l’energia termica dell’acqua di falda all’acqua dell’impianto per riscaldare, raffrescare o produrre acqua calda sanitaria

Vantaggi

● le performance sono poco influenzate dalla stagionalità poiché la temperatura dell’acqua di falda subisce variazioni minime durante l’anno

Pompa di calore geotermicaPrincipio

Trasferisce l’energia termica proveniente dal suolo per riscaldare, raffrescare o produrre acqua calda sanitaria

Vantaggi

● le performance non dipendono dalla stagionalità poiché la temperatura del suolo è costante tutto l’anno

Orto fai da te…cosa seminare a Marzo?

La primavera si sta avvicinando e chi ha la passione per l'orto sia in giardino che in vaso, sa bene quanto siano importanti i lavori che si devono fare in questo periodo.
Marzo è senza dubbio uno tra i mesi più importanti per la cura dell’orto.

Qual è la prima attività da fare?
Intanto per incominciare dobbiamo liberare sia il giardino che i vasi dalle erbe infestanti.
Già a partire da marzo potremo piantare dal basilico alle melanzane che ci ritroveremo nei mesi seguenti.
In questo mese non c'è nulla di scontato e occorre essere bravi a valutare le condizioni climatiche molto differenti da regione a regione.
Valutate quindi se procedere con la semina in semenzaio o in piena terra.

Che cosa seminare allora? 

Potete sbizzarrivi: aglio, asparagi, basilico, cavoli, carote, cetrioli, cipolle, finocchi, melone, melanzane, patate, peperoni, piselli, pomodori, porri, prezzemolo, radicchio e ancora rucola, sedano, spinaci, valeriana, zucca e zucchine sono tutte le varietà di verdure tra cui optare.

Se utilizzate il semenzaio lavorate con basilico, anguria, melone, zucchine, peperoni, melanzane, carciofi e prezzemolo.

Se al contrario volete seminare nei vasi in terrazzo allora incominciate con ravanelli, carote, basilico, zucchine, pomodorini, fagioli e fagiolini, ma anche melanzane rotonde di piccola taglia, piccoli peperoni e peperoncini, cetrioli, patate e topinambur.

Se poi avete un orto vero e proprio molto probabilmente avrete ancora qualcosa da raccogliere: le ultime zucche, dei cavolfiori, dell'aglio, delle cipolle e la cicoria.

 Se volete attendere ancora un pò oltre ad eliminare tutte le erbe infestanti dovrete preparare il vostro terreno sia in terra che in vaso con un buon compost.

 Se pensate di annoiarvi nell'attesa ricordatevi che come avviene lungo tutto il corso dell'anno, è possibile dedicarsi alla coltivazione casalinga ed alla raccolta dei germogli, partendo da chicchi, semi o legumi secchi, tra cui ceci, fieno greco, semi di lino, erba medica, orzo, senape, lenticchie, miglio e amaranto.
Interessante vero?

Bonus mobili ed elettrodomestici

Cos’è

È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va calcolata su un importo massimo di 8.000 euro per l’anno 2023 e di 5.000 euro per il 2024, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Per il 2021 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione era pari a 16.000 euro mentre per il 2022 era pari a 10.000 euro.
Il pagamento va effettuato con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

A chi interessa

Può beneficiare della detrazione chi acquista entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici nuovi (di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori e ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

Quali vantaggi

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di 8.000 euro per l’anno 2023 e di 5.000 euro per il 2024, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Le Caldaie a Condensazione più efficienti

Di seguito, presentiamo una interessante rassegna su alcuni degli ultimi modelli proposti dalle aziende e i relativi aggiornamenti in tema di sostenibilità, con relativi aspetti tecnologici che caratterizzano ciascun impianto in ambito residenziale.

Viessmann – Vitodens 100-E

La caldaia murale a condensazione a gas istantanea Vitodens 100-E è stata espressamente concepita per adeguarsi a qualsiasi contesto di installazione. Estremamente compatta, con dimensioni di soli 450x249x750 mm (LxPxH), questa caldaia consente di sfruttare l’efficienza della condensazione in qualsiasi contesto installativo, tanto dentro casa quanto, grazie alla protezione elettrica IPX5, all’esterno, su un balcone riparato o in un box incassato, anche già esistente e di altro produttore. Con la sua profondità di 25 cm scarsi, infatti, Vitodens 100-E si installa nella maggior parte dei box per incasso nuovi o esistenti e rappresenta quindi una soluzione particolarmente idonea in caso di sostituzioni.

La facilità d’installazione si accompagna alle elevate performance in termini di affidabilità ed efficienza che contraddistinguono tutti i prodotti Viessmann. Vitodens 100-E è infatti una caldaia in classe A di nuova generazione, realizzata con materiali di qualità eccellente, ed è frutto del consolidato know-how di Viessmann nella tecnica della condensazione. L’elegante design della caldaia si caratterizza per il colore bianco opaco Vitopearl del mantello, su cui spicca il pannello nero frontale in cui è integrato il display LED con 4 tasti touch.

Bosch – Condens 2300 W

Caldaia murale a condensazione dalle dimensioni compatte che garantisce efficienza, risparmio energetico e un eccellente rapporto qualità-prezzo. Lo scambiatore in alluminio di silicio conferisce alla caldaia robustezza e silenziosità. Disponibile con potenze di 24 kW per il riscaldamento e 25 o 30 kW per la produzione di acqua calda sanitaria, Condens 2300 W è già pronta per l’integrazione al solare termico. La caldaia è gestibile anche da remoto in abbinata al termostato smart EasyControl.

Il termostato intelligente memorizza le abitudini degli inquilini e adegua di conseguenza la gestione del calore, in più, è in grado di riconoscere la posizione GPS dello smartphone predisponendo quindi la temperatura dell’abitazione in maniera personalizzata e puntuale. Inoltre, se abbinato alle teste termostatiche intelligenti di Bosch, è possibile impostare (con radiatori) temperature differenti in ogni stanza della casa (fino a 20), riducendo quindi gli sprechi, e rendendo l’impianto più efficiente e aumentando il comfort.

Chaffoteaux – Mira Advance Link

Con un’efficienza stagionale del 98% in Classe A+ la caldaia a condensazione Mira Advance Link è una soluzione particolarmente efficace per riscaldare la casa contenendo i costi. Il merito è di tecnologie intelligenti sviluppate per ottimizzare i consumi tagliando gli sprechi. Come il gestore di sistema Expert Control, la sonda per il controllo della temperatura esterna (forniti di serie) e l’app ChaffoLink, che consente da remoto di programmare la temperatura ideale in ogni momento della giornata.

Tra i plus della caldaia lo scambiatore in acciaio inox Spin Tech, progettato per garantire una circolazione ottimale dell’acqua e ridurre il rischio di intasamenti, e il rapporto di modulazione 1:10 che permette invece di utilizzare solamente la potenza necessaria a raggiungere la temperatura impostata, senza sprechi. Chi sottoscrive un contratto di manutenzione con un centro di assistenza tecnica autorizzato al momento della prima accensione può accedere inoltre al programma Protezione 10: 120 mesi di assistenza tecnica garantita che includono chiamate, interventi di manutenzione ordinaria e di riparazione senza nessun costo ulteriore per manodopera e parti di ricambio originali. La copertura è totale anche per i danni da fulmini.

Immergas – Victrix Zeus Superior

La caldaia a condensazione Victrix Zeus Superior ha caratteristiche molto interessanti per svariate soluzioni impiantistiche e nelle sostituzioni. Il boiler da 54 litri permette di avere sempre il massimo comfort sanitario e la scelta tra tre modelli di diverse potenze (25, 30 e 35 kW) consente di rispondere con elasticità alle diverse necessità. La classe ecologica è la sesta, la più avanzata, e il rendimento stagionale ηs del 94% (il più ampio della gamma Immergas), permette di raggiungere una classificazione energetica maggiore (A+) in abbinamento a un termoregolatore evoluto Immergas come lo Smartech Plus o il Carv2 (quest’ultimo connesso a sonda esterna).

L’elegante design è caratterizzato dal portello chiusura cruscotto e dal display ampio, sempre in vista, con tasti touch retroilluminati ed encoder per le regolazioni. Le nuove Victrix Zeus Superior si avvalgono di Formula Comfort Extra, il programma di manutenzione più completo, che permette di estendere a 5 anni con attivazione gratuita la garanzia convenzionale che, in collaborazione con il Centro Assistenza Autorizzato Immergas, si può attivare in occasione della verifica iniziale.

Unical – Osa

Caldaia a condensazione ad alta tecnologia in classe energetica A+ per il sistema di riscaldamento, il livello più alto al momento per la categoria caldaie. È corredata da un sistema che permette di gestire e programmare la caldaia in remoto con la APP U-fly. La pulizia delle forme, il profilo essenziale, le dimensioni ridotte – sp. 18 cm – e la possibilità di connettere tutto a scomparsa (allacciamenti e scarico fumi compresi), caratterizzano il design innovativo di Osa, a firma di ArtÙ Design Studio. Due le versioni a catalogo: potenza 24 e 35 kW, nella dimensione 930x520x180 (HxLxP).

Osa è dotata di uno speciale e ultrapiatto scambiatore primario in alluminio/Silicio/Magnesio sviluppato da Unical e di scambiatore sanitario a piastre in acciaio inox anticalcare. U-fly, il pannello a comandi “soft touch” a scomparsa, grazie alla sonda ambiente e alla sonda esterna, funziona anche come cronotermostato, con programmazione. Ampia gamma cromatica disponibile: Black, Inox Supermirror nella versione a specchio, White, Apple Green e Matt Black che può essere utilizzata come Lavagna, rosso e nella versione Garden.

Superbonus, stop alle cessioni dei crediti: decreto è già operativo. Appello Abi-Ance per far ripartire il mercato

Decreto legge subito in vigore. Già operativo il blocco di tutte le cessioni di crediti e il divieto di acquisto delle Pubbliche amministrazioni

Stop a tutte le cessioni dei crediti di tutti i bonus fiscali, a partire ovviamente dal superbonus. Spunta anche questa novità nel decreto in materia di crediti fiscali che il governo ha approvato nel Consiglio dei ministri e già approdato all’esame della Camera dopo la pubblicazione lampo sulla Gazzetta Ufficiale. Mentre diventa subito operativo il divieto di acquisti per le pubbliche amministrazioni, anticipato nelle scorse ore da Il Sole 24 Ore, l’esecutivo ha optato per un clamoroso dietrofront per bloccare il caos che ormai da mesi domina il mercato dei crediti fiscali legati ai lavori edilizi.

Stop a tutte le cessioni di bonus

Sono, allora, tre le linee sulle quali ha lavorato il Governo per correggere le norme sulle cessioni dei crediti. Nel decreto legge n. 11 del 16 febbraio 2023 la prima, e più clamorosa, prevede lo stop di tutte le cessioni di bonus fiscali. In sostanza, il Governo ha disattivato la norma quadro che regola le cessioni (l’articolo 121 del decreto Rilancio). Sono comunque esclusi da questa novità gli interventi già avviati.

La seconda linea di intervento blocca sul nascere le operazioni di acquisto di crediti da parte di Regioni e altri enti pubblici. La norma introduce un divieto secco per Comuni, Province e Regioni e tutti gli enti che rientrano nel cosiddetto “perimetro della Pa” di acquistare crediti fiscali legati a lavori di ristrutturazione. Queste operazioni di acquisto, infatti, potrebbero essere contabilizzate come indebitamento, possibile solo in forme limitatissime. Muoiono così sul nascere iniziative come quella della Provincia di Treviso, che ha annunciato l’acquisto di 14,5 milioni di euro da due banche pochi giorni fa, o della Regione Sardegna, che ha approvato una norma per l’acquisto di crediti nella sua legge di Stabilità.

Limitata la responsabilità dei fornitori

Il terzo intervento, infine, riprende la circolare n. 33/E di ottobre dell’agenzia delle Entrate, limitando la responsabilità del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e dei cessionari dei crediti. Viene escluso che questi soggetti abbiano avuto una condotta negligente quando abbiano acquisito una serie di documenti: titoli edilizi, notifica alla Asl, prove foto e video dell’esecuzione dei lavori, visure catastali, visti, asseverazioni. Questa esclusione riguarda anche i correntisti che comprano dalle banche.

Giorgetti: risolvere nodo crediti edilizia, conti in sicurezza

Il decreto legge sulla cessione dei crediti derivanti da incentivi fiscali «ha un duplice obiettivo: cercare di risolvere il problema che riguarda la categoria delle imprese edili per l’enorme massa di crediti fiscali incagliati e mettere in sicurezza i conti pubblici». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Nel difendere la bontà del provvedimento Giorgetti ha poi citato le parole dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi (il video): «Comprendo la posizione delle imprese ma mi permetto di citare una persona di cui ho molta stima e con cui ho fatto il ministro, che disse che il problema non è il superbonus ma sono i meccanismi di cessione disegnati senza discrimine e discernimento.Vorrei puntualizzare che non tocchiamo il Superbonus, interveniamo sulla cessione dei crediti d’imposta che ammontano direi a 110 miliardi, questo è l’ordine di grandezza che deve essere gestito, l’obiettivo è dare la possibilità di gestirlo».

Ora solo bonus con detrazioni d’imposta

Abbiamo «chiarito per legge i confini della responsabilità solidale da parte dei cessionari dei crediti» e questo risponde all’obiettivo di «eliminare le incertezze, dubbi e riserve che hanno fatto sì che tanti intermediari, in particolare le banche evitassero da qualche mese di assorbire e quindi di scontare questi crediti», ha aggiunto il ministro dell’Economia. «Traendo spunto dalla decisione adottata e comunicata in Parlamento da Eurostat abbiamo deciso di porre divieto alle amministrazioni locali e Regioni di procedere a questi sconti perché avrebbero impatto diretto sul debito pubblico», precisando che dal 17 febbraio «rimarranno tutte le forme di bonus però solo nella forma di detrazione di imposta».

La presa di posizione delle banche

Il decreto legge sul Superbonus e gli altri bonus edilizi approvato ieri dal Consiglio dei ministri «fornisce un chiarimento e un utile contributo per la maggiore certezza giuridica delle cessioni dei crediti e contribuisce a riattivare le compravendite di tali crediti di imposta». Lo afferma l’Abi sottolineando in una nota che «in caso di mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto ai benefici fiscali, il fornitore che ha applicato lo sconto e i cessionari che hanno acquisito il credito, in possesso della documentazione che dimostra l’effettività dei lavori realizzati, non saranno responsabili in solido, a meno che ci sia dolo».

Abi-Ance: serve subito misura per cessioni crediti

Abi e Ance apprezzano i chiarimenti del decreto sul superbonus emanato ieri dal governo sulla responsabilità, che permette di riavviare la cessione dei crediti ma chiedono una «misura tempestiva» che consenta «immediatamente alle banche di ampliare la propria capacità di acquisto utilizzando una parte dei debiti fiscali raccolti con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus edilizi ceduti dalle imprese e acquisiti dalle banche». Le due associazioni sottolineano che i tempi del riavvio di tali compravendite non sono compatibili con la crisi di liquidità delle tante imprese che non riescono a cedere i crediti fiscali.

Leo: stretta necessaria ma pronti a trovare soluzioni

Maurizio Leo, viceministro per l’Economia e le Finanze, ha spiegato così la scelta del Governo: «Si doveva intervenire per arginare una situazione abnorme con 110 miliardi per il Superbonus che gravavano sulle casse dello Stato. Lo abbiamo fatto attraverso un intervento mirato a evitare che gli enti locali potessero acquistare questi crediti generando ulteriori difficoltà nei loro bilanci. Anche i mercati ci avrebbero creato grandi problemi. Siamo pronti a incontrare le associazioni di categoria e i professionisti per cercare nuove soluzioni perché abbiamo a cuore le esigenze delle imprese».

Landini: governo sbaglia, decide senza discutere

«Credo che sia una decisione sbagliata. È il solito metodo che questo governo sta utilizzando di non discutere, di non parlare con i soggetti interessati, imprese. lavoratori e quindi il sindacato. È un metodo sbagliato che non va bene e porterà dei danni al Paese se continuano a muoversi in questa direzione» è stato il commento del leader della Cgil, Maurizio Landini. «Certo, si possono fare delle correzioni, stabilire a chi darlo o meno a seconda degli obiettivi: un conto è favorire chi ha più case un conto altre situazioni. Oggi, invece, si discute solo su dove si mettono i soldi. Trovo singolare che si faccia un’operazione di questo genere senza discutere con nessuno», ha aggiunto Landini.

Fillea-Cgil: pronti allo sciopero

«Con il blocco alla cessione dei crediti e dello sconto in fattura per i bonus edili si perderanno nell’edilizia privata circa centomila posti di lavoro e molte imprese chiuderanno». Lo afferma il segretario generale della Fillea, il sindacato delle costruzioni della Cgil, Alessandro Genovesi, secondo cui «questo è un attacco del governo senza precedenti alle imprese più serie, ai lavoratori del settore e alle famiglie più in difficoltà. Se non tornerà sui propri passi e aprirà un tavolo di confronto, metteremo in campo tutte le necessarie azioni di mobilitazione, compreso lo sciopero generale di tutta la filiera delle costruzioni».

Ingegneri: shock visti i cantieri in apertura

Per il Consiglio nazionale degli ingegneri il decreto «rischia di generare uno shock di notevoli proporzioni tenuto conto del numero consistente di cantieri che si stanno ancora aprendo e del livello estremamente elevato di crediti pregressi incagliati». «La bolla - avvertono gli ingegneri - rischia di scoppiare per l’intempestività della decisione del Governo di porre fine ad uno strumento che, nel bene o nel male, ha sostenuto un meccanismo ancora più ampio, quello dei bonus e dei Superbonus per l’edilizia, che hanno contributo non poco al rilancio dell'economia nella fase post Covid».

Architetti: si mette a rischio impegni di tante famiglie

«Lo stop allo sconto in fattura e alla cessione del credito per gli interventi legati ai bonus edilizi rappresentano un colpo inatteso ed una decisione grave che mette a rischio gli impegni assunti da tante famiglie per il miglioramento della loro casa oltre che il lavoro di decine di migliaia di professionisti e imprese» è l’allarme di Francesco Miceli, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc).

Amministratori: subito soluzione per evitare caos

Protesta anche l’associazione degli amministratori di condominio che sollecita il Governo a sedersi subito attorno ad un tavolo per cercare di correre ai ripari ed evitare una situazione esplosiva destinata a travolgere tutto ea portare a un’impennata di morosità e contenziosi nei condomini.

Caldaie a condensazione, pro e contro

Le caldaie a condensazione sono una soluzione più efficiente ed ecologica per riscaldare la propria casa rispetto ai sistemi tradizionali. Ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi da conoscere per una scelta consapevole. Completa l’articolo una rassegna interessante sugli ultimi modelli proposti dalle aziende e i relativi aggiornamenti tecnologici ed efficienti di ciascun impianto.

Quando ci si trova in questa situazione, ad esempio perché si deve costruire casa, ristrutturare o semplicemente sostituire il vecchio impianto per il riscaldamento, è fondamentale raccogliere tutte le informazioni utili e fare una valutazione delle soluzioni disponibili sul mercato. In questa operazione, chiaramente, sono di grande aiuto i tecnici del settore, a cui è possibile richiedere approfondimenti, spiegazioni e consigli. Cambiare un vecchio impianto comporta inevitabilmente dei vantaggi, primo fra tutti, il risparmio sulle bollette.

In questo articolo ci concentreremo su una delle possibili soluzioni per il riscaldamento, parlando di vantaggi e svantaggi delle caldaie a condensazione.

Caldaia a condensazione: cos’è e come funziona

Una caldaia a condensazione è un generatore di energia per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria, che può essere considerato il cuore dell’intero sistema per la climatizzazione. Ciò che la distingue da una caldaia tradizionale è il meccanismo con cui riesce recuperare il calore anche dai fumi a e dai vapori prodotti dal processo di combustione.

In questo modo, parte del calore viene generato “recuperando un prodotto di scarto” e non consumando ulteriore gas. I fumi e il vapore condensati, inoltre, sono prodotti che altrimenti sarebbero emessi in atmosfera. Grazie a questo meccanismo, il rendimento termodinamico delle caldaie a condensazione raggiunge il 90%, un valore considerevolmente più alto rispetto alle caldaie tradizionali. Il calore generato dalla caldaia è utilizzato per riscaldare acqua che, poi, viene fatta circolare all’interno del sistema di distribuzione domestico, ad esempio composto da radiatori o da pannelli radianti.

Esistono diverse tipologie di caldaie a condensazione, classificate sulla base luogo di installazione. Ci sono caldaie a condensazione da interno, di dimensioni ridotte e compatte; caldaie a condensazione da esterno, adatte ad esempio a balconi e terrazzi; caldaie a condensazione da incasso, che si posizionano all’esterno in un’apposita unità a scomparsa.

Vantaggi caldaia a condensazione

Il principale vantaggio è indubbiamente il risparmio energetico assicurato, che a sua volta comporta ulteriori aspetti positivi che vale la pena approfondire. Infatti, anche se il risparmio energetico è importante per ridurre l’impatto ambientale delle nostre case, consumare meno energia significa anche costi inferiori nelle bollette domestiche. Quindi, a quello ambientale, si somma il vantaggio economico.

E’ più sostenibile delle soluzioni tradizionali anche perché riduce le emissioni in atmosfera, altro aspetto importante nella lotta ai cambiamenti climatici. I fumi residui, poi, non causano particolari problematiche e, anzi, possono essere scaricati direttamente a parete o attraverso i camini esistenti, collegando la caldaia con apposite canalizzazioni. Inoltre, è adatta a qualsiasi tipo di ambiente e può essere combinata anche a sistemi per la distribuzione del calore tradizionali, come i caloriferi.

Questo significa che, se si deve cambiare solo la caldaia, è possibile sceglierne una a condensazione senza dover per forza intervenire sulle restanti parti dell’impianto. Infine, installare una caldaia a condensazione permette di accedere agli incentivi fiscali per l’efficienza energetica, ad esempio all’Ecobonus, che copre fino al 65% delle spese sostenute.

Svantaggi caldaie a condensazione

Anche se sono innegabili i vantaggi di una caldaia a condensazione rispetto ad una tradizionale, vediamo ore alcuni “contro” da prendere in considerazione. Innanzitutto, il costo è maggiore rispetto a quello per un sistema tradizionale, anche se la spesa viene ammortizzata negli anni grazie al risparmio economico dovuto al risparmio energetico.

Entra quindi in gioco un secondo aspetto da considerare: il risparmio economico assicurato – e quindi il rientro dell’investimento – dipende dall’intero sistema di riscaldamento. Anche se può essere abbinata ai radiatori, il miglior rendimento (e quindi risparmio) si ottiene combinandola ad un sistema di distribuzione a bassa temperatura, come i pannelli radianti.

La caldaia a condensazione, infatti, scalda l’acqua ad una temperatura inferiore rispetto alle caldaie tradizionali, ben adattandosi alla temperatura di funzionamento dei pannelli radianti (circa 30°). Invece, dovrà consumare più energia per raggiungere i 60° necessari ai tradizionali termosifoni.

Inoltre, richiede di collegare l’impianto allo scarico fognario, per disperdere la condensazione residua. Infine, è da considerare che per assicurare sempre un funzionamento ottimale, è necessaria una manutenzione regolare.

Fix My Home
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.