Il vino nuovo: quando il Sud Italia profuma di mosto e risate
Tra fine settembre e ottobre, nei paesi del Sud Italia succede una magia: l’aria si riempie dell’odore dolce del mosto, le cantine si animano e le strade cominciano a brulicare di secchi, cassette e pigiatoi.
È il tempo del vino nuovo, e come per la conserva di pomodoro, qui non si tratta solo di “fare da bere”: è un rito collettivo, un pretesto per radunare famiglia, amici e curiosi di passaggio.
Dal grappolo alla botte: un balletto appiccicoso
La giornata comincia presto: le cassette d’uva arrivano in cortile, e c’è sempre qualcuno che assaggia “giusto un acino” per assicurarsi che sia buona… ripetendo l’operazione fino a fare colazione con mezzo chilo d’uva.
Poi si passa alla pigiatura:
- Una volta si faceva a piedi nudi, con bambini e adulti che ridacchiavano in mezzo al tino (e si facevano il solletico con i raspi).
- Oggi, spesso si usa una macchina, ma la tradizione del “pestone” sopravvive in qualche casa ostinata, soprattutto “per far divertire i piccoli”… e gli zii già brilli.
Aneddoti da vendemmia
- A casa di nonno Carmine, una volta il tubo della pompa si è staccato e il mosto ha fatto un arco perfetto sopra la testa di tre cugini: li hanno chiamati “i battezzati al vino” per il resto dell’anno.
- In un paesino della Basilicata, un signore giura ancora di aver visto il vicino “assaggiare” il vino nuovo direttamente dalla botte con un mestolo… “solo per controllare la fermentazione”.
- C’è sempre il momento in cui qualcuno dice: "Attento che il vino nuovo ‘mena’ più del vecchio!", subito prima di alzarsi e scoprire che le gambe non sono d’accordo.
Quando il vino è pronto
Dopo giorni di fermentazione, arriva il momento dell’assaggio ufficiale.
Non importa se è ancora un po’ torbido o se “gratta” in gola: il primo bicchiere di vino nuovo si beve in piedi, con una fetta di pane casereccio e formaggio. È un brindisi al raccolto, ma anche alla comunità.
Più di una bevuta
Il vino nuovo, come la conserva di pomodoro, è un pezzo di estate messo da parte per l’inverno. Solo che, al posto del sole imbottigliato, qui c’è il calore di un grappolo spremuto, il profumo di cantina e la promessa di serate lunghe, chiacchiere e bicchieri sempre pieni.
